lunedì 22 settembre 2008


Sono la donna.Un curioso e fragile oggettoda custodire in una teca di cristallo.Perché troppo preziosa.O forse perché troppo ripugnante.Troppo santa.O troppo puttana.Tutto troppo.Sono l’archetipo dell’eccesso.Lo specchio di millenarie e inconsce paure.Mi sono stati eretti altari.Adorata come una Dea.Come forza riproduttrice dell’universo.Come custode sempiterna della Vita.Hanno bruciato incenso.Hanno squartato bestie.A me in sacrificio.Potente Madre da pregare genuflessi.Mi sono state costruite prigioni.Relegata ai bassifondi degli umani istinti.Una macchina da fottere e distruggere.Niente mi è mai stato facile.Denigrata.Offesa nel corpo e nell’intelligenza.Ridotta in catene.Schiava prostrata a maschi desideri.Che vogliono scegliere per me.Che vogliono impormi forme e tempi.Identità che non mi sono mai appartenute.Ma solo cucite addosso.Come drappi a celare manichini inquietanti.Senza volto.Anonima.Così da sempre io mi sento.Privata di un mio vero volto.Da mostrare al mondo.Con orgoglio e fierezza.Senza vergogna.Mai veramente libera.Mai veramente padrona di me stessa.Solo un curioso e fragile oggettoda custodire in una teca di cristallo.Sola con le mie lacrime.Le lacrime di tutto il mio sesso.Che da millenni sgorgano.Inarrestabili.Inconsolabili.